Tag Archivio per: hospitality

Voglio raccontarti che cosa è successo l’altro giorno. Mi servirà per poi farti capire meglio di cosa parleremo oggi.

L’altro giorno al compleanno di mia sorella, chiacchierando di come va il lavoro con mia zia, mi dice:

“Davide mi spieghi come hai fatto ad aprirne un altro?”

“Vedi la mia titolare ogni fine mese si lamenta che pagare le spese e non le rimane niente in mano”.

“È possibile? O mi sta prendendo in giro?”

“Vedi zia, tutto è possibile. Di queste persone ne conosco tante. Si lamentano continuamente che non hanno risultati e vogliono guadagnare di più ma non fanno nulla per cambiare questa situazione. Stanno lì ad aspettare che il telefono suoni. ”

“Hai ragione Davide”

Questa piacevole chiacchierata, è stata fonte di ispirazione per la stesura di questo articolo.

Oggi voglio parlare di obiettivi.

È il momento di capire come raggiungere l’obiettivo che – dimmi se sbaglio – gira nella tua testa da diverso tempo, ovvero: guadagnare di più.

Ora scoprirai perché se formulato nella maniera scorretta “voglio-guadagnare-di-più”, questo obiettivo NON si realizzerà mai.

Come formulare un obiettivo in maniera efficace:

L’obiettivo che da domani ti porrai deve rispettare le seguenti caratteristiche:

Dev’essere specifico:

Se in questo momento avessi la possibilità di esprimere questo desiderio al genio della lampada – lui ahimè non saprebbe come esaudirlo.

Ti chiederebbe di essere più preciso: “Vuoi guadagnare più fama? Più fascino? Più soldi?” Quindi devi specificare l’oggetto del tuo obiettivo. Vuoi guadagnare più … Soldi giusto?

Il tuo obiettivo quindi Non è “guadagnare di più”, ma “guadagnare più euro”. Inizia a scrivere su un bel foglio bianco cosa vuoi esattamente. Dai, prendi la penna e fallo, ORA.

Dev’essere misurabile:

È fondamentale che l’obiettivo sia focalizzato, ma anche misurabile.

Dopo aver capito che ciò che vuoi è guadagnare più soldi — devi specificare quanti soldi vuoi guadagnare?

Tuo Obiettivo = Voglio Più Euro

1€ =  Hai più Euro di prima

Quindi, il tuo obiettivo NON è semplicemente “guadagnare più euro” —  ma è guadagnare un certo numero di euro. Sì ma quanto? Capisci quanto è importante essere il più preciso possibile?

Di quanto vuoi incrementare gli utili? Del 10% o del 20%?

Quanto vuoi guadagnare il prossimo anno?

Vuoi raddoppiare le tue vendite?

Devi quantificarlo.

Realizzabile

L’obiettivo deve essere fattibile. Se vuoi triplicare gli incassi e non sei preparato o l’arredamento è trascurato — è come voler essere tra 2 ore a New York. O vivi nel New Jersey o stai perdendo solo tempo.

Riscrivibile

Quindi riprendi il tuo foglio e butta giù nel dettaglio l’obiettivo che vuoi raggiungere. Fissalo, osservalo e rileggilo almeno una volta al giorno. Sarà utile per farti rimanere concentrato su ciò che vuoi davvero.

Temporale

Stabilisci dei tempi. Entro quanto vuoi raggiungere il tuo obiettivo? Quando farai il primo passo per renderlo possibile?

Apri l’agenda e programma.

Questa è una potente tecnica, che ora è a tua disposizione per passare all’azione.

Perché il tuo obiettivo non è solo guadagnare un tot di euro in più – ma è molto più ambizioso – perché fa parte di un sogno.

Lo stesso che ti ha spinto ad intraprendere questa professione.

Sei d’accordo? Se lo sei davvero, dovresti avere davanti a te un foglio con un obiettivo.

Davide

 

Questo concetto per te deve essere molto chiaro e te lo dico in modo da non lasciare spazio ad interpretazioni:

se per te è un problema la concorrenza di chi lavora in nero …

..hai TU un macro-problema di posizionamento (vai a ripassare i miei articoli) di marketing in generale.

Il punto è questo: se il cliente a cui punti è quello che va dalla tua copia della copia (in più senza qualifica)… devi forse ridefinire un po’ meglio il tuo target di clientela, non credi?

Nessuno obietta sulla scorrettezza di chi lavora senza licenza né sul sistema di giustizia schifoso che vige in Italia.

Posto questo come premessa…

Che facciamo?

Continuiamo a perdere tempo con queste persone oppure ci concentriamo e pensiamo a distruggere i competitors con le armi lecite che abbiamo a disposizione, ossia dando estremo VALORE ai nostri servizi e studiando costantemente per stare un passo avanti alla concorrenza?

Ti racconto questa storia:

C’è una signora due portoni dopo il mio che dal nulla, ha incominciato ad affittare la camera del figlio andato via.

Si spaccia per esperta dell’arte dell’ospitalità e dell’accoglienza.

Non avendo argomenti e competenze sue, cosa fa?

  • copia il mio sito (compresa la descrizione del gestore)
  • cerca di copiare i miei programmi
  • le mie idee
  • parla male di me

E ti dirò, alcuni ci cascano.

Ora, chi indaga un po’ capisce la differenza, esattamente come si riconosce una Louis Vuitton originale da una falsa.

Ma chi vuole la copia falsa non sarà mai target per una borsa da oltre 2000€.

Può dare fastidio all’inizio… ma pensi che la LV abbia paura dei vu’ cumpra’?

“TU pensa a costruire valore, sempre”.

Il valore che darai al mercato è il vero motivo per cui verrai ripagato rispetto agli altri.

Lasciale stare, per cortesia, tutti questi imprenditori per un giorno senza preparazione vera:

..si estingueranno da sole con la loro presunzione e poca professionalità…

Se vuoi farmi qualche domanda su come dar valore al tuo b&b, vieni a trovarmi all’interno dell’unico gruppo in Italia rivolto a chi vuole gestire in maniera professionale il suo bed and breakfast.

Davide

Quando ci mettiamo nel mercato con i nostri b&b, una delle parole che insistiamo a trasferire ai nostri clienti è la seguente: qualità.

Il concetto di qualità, ha fondamenta che vogliono rivolgersi al cliente finale, per trapiantare nella sua mente la nostra competenza.

L’errore però che commettono gran parte dei gestori di bed and breakfast, è il non considerare quello che in termini tecnici è definito “CNQ”, ovvero il “costo della non qualità”.

Il “costo della non qualità”, fattore che come dicevamo, non sempre è tenuto in considerazione, può avere effetti devastanti nella vita di un’impresa e la cosa letale, è che quando te ne sei accorto, il più delle volte è troppo tardi.

Di seguito, prendiamo come esempio un test che è stato fatto da “HP”, la nota azienda produttrice di stampanti e altro materiale elettronico.

Come un fusibile da 0.02può portarti al fallimento:

Un fusibile che viene montato in una stampante “HP” costa circa 2 centesimi in fase di produzione.

Mettiamo caso che il fusibile sia difettoso, la prima cosa che ti verrà in mente è: “si dai, per due centesimi cosa vuoi che sia?”

Ah si??? Continua a leggere…

Dal momento in cui il fusibile difettoso viene montato nella scheda elettronica della stampante, per sostituirlo, un operatore deve smontarlo dalla scheda e montarne uno di nuovo.

Costo dell’intervento 2.00€.

Ma andiamo avanti, perché il fusibile difettoso e la sua relativa scheda elettronica, sono stati montati nella stampante.

In questo caso, per andare a sostituirlo il costo è di 20.00€, d’altronde, la stampante deve essere smontata totalmente.

Non contenti, il test è proseguito fino a che la stampante è arrivata dal negoziante.

In questo caso: la stampante viene imballata e inviata con il corriere espresso, dopo essere arrivata al negozio, il negoziante deve aprire l’imballo per mettere la stampante in mostra, fatto questo prova ad accenderla e non va.

A questo punto, la stampante deve rientrare nella sua scatola, il corriere la dovrà ritirare nuovamente, per farla ritornare alla casa madre, che dovrà smontarla totalmente per cercarne il guasto.

Trovato il guasto un addetto si impegnerà a cambiare il fusibile (che ti ricordo costa 0.02€), per rispedirla nuovamente al negozio.

Costo intervento, sommato alla magra figura con il negoziante e relativa perdita di parte della fiducia dello stesso: €2000.00.

Non è finita: la stampante arriva in ufficio dal cliente finale, il quale la prova ma questa non funziona. Torna in negozio incazzato e via, via, tutti i processi che ti ho appena descritto.

Ovviamente, qui oltre alle procedure che abbiamo visto, il danno è stimato anche in cattiva pubblicità sia da parte del negoziante, sia da parte del cliente finale.

Costo danno finale: 20.000€.

Costo iniziale del fusibile 0.02€.

Perché ti faccio questo ragionamento?

Perché prima ogni imprenditore trova le sue inefficienze e le debella, prima comincerà a risparmiare sui costi della non qualità.

Un’incuranza anche banale, può scaraventarti nei denti un danno che tu nemmeno avevi considerato, sia in termini economici, sia in termini di immagine per il tuo b&b.

Questa regola vale anche se parliamo di personale dipendente e/o di fornitori.

Prova solo a pensare a Schettino per la Costa.

Oltre al danno in termini monetari per aver distrutto la nave e per la morte di varie persone, il danno immagine creato, forse è addirittura non quantificabile.

Parlando di “non qualità” inoltre, un’altra cosa che può essere dannosa per la tua attività è il “pensiero di non qualità”.

Mi spiego meglio. “Il pensiero di non qualità”, è tutta quella serie di informazioni negative, che ci mettiamo in testa quando una cosa non va secondo le nostre aspettative.

Se parli con una donna che è appena stata tradita dal partner, ti dirà che gli uomini sono tutti dei pezzi di merda.

La stessa cosa vale per categoria merceologica.

Quante volte ti sarà capitato di sentire che quei professionisti (per non citare categorie), sono tutti dei ladri? Chi lavora in quella categoria sono tutti lavoratori arrangiati?

Basta che prendiamo una fregatura una volta per categorizzare in maniera negativa quel reparto.

Non va bene così, e sai perché?

Perché questo pensiero ti limita nelle tue scelte future e con questo limite ti puoi trovare a non prendere delle decisioni che potrebbero svoltare in positivo la tua vita.

Se nella tua mente hai un “pensiero di non qualità”, stai pagando ogni giorno un prezzo altissimo, per colpa di quel pensiero che ti sei collocato nella testa.

Il marketing non serve.

“Fare marketing non serve!”

Può essere un pensiero? Certo che può esserlo.

Nella testa di chi, secondo lui “ha provato tutto”, questo pensiero ci sta.

Ma cosa hai provato? “eh, ho chiamato il numero dello spazio pubblicitario di zona, ho messo la foto mia e della sala colazioni, ho messo il recapito e l’indirizzo…

Ho speso 1.500€ in 6 mesi e non mi ha portato niente.

Inoltre ho provato anche pubblicità su Facebook e ho fatto anche il nuovo sito ma mi sono bruciato in un anno circa 10.000€ ”.

Ci sono casi come questi purtroppo e sai il bello qual’è?

Che ci sono casi in cui le persone insistono e di soldi ne continuano a buttare di continuo, senza strategia e senza “il saper fare”.

Queste cose a lungo andare oltre a non portare risultati, vanno a rafforzare il “pensiero di non qualità”.

Cioè, in qualche modo, si continua a difendere il fatto che il marketing non funziona.

Questa cosa è devastante, perché farà in modo che le persone che provano certe esperienze non investano più in quella cosa, che probabilmente è l’unica che gli farà fare la differenza.

Il 99% di questi soggetti non pensa che forse ha sbagliato lui, perché ha “copiato” quello che hanno fatto gli altri.

Non pensano che forse hanno sbagliato sistema, ma pensano solo che la cosa non serve.

Tutto ovviamente aggravato dalla fregatura che hanno preso facendo quel genere di attività.

Se butti via 5.000€, che sono già una gran perdita, non sono niente in confronto al pensiero che il marketing non funziona! Quello è il vero danno!

Non è che il marketing non funziona, sei tu che non sai far funzionare il marketing!

Sei tu che prendi i soldi e li investi senza poterne misurare il ritorno, sei tu che magari ti sei affidato ad un’agenzia di creativoni con i risvoltini nei pantaloni, che non sanno una mazza di come si vende e soprattutto non sanno che il marketing è un percorso a lungo termine.

Sostanzialmente ti sto dicendo che prima di fare marketing, devi distruggere le vecchie credenze che negli anni, – vuoi per scelte sbagliate, vuoi per consigli sbagliati, vuoi perché sei convinto che “il tuo settore sia diverso” – , ti sei messo in testa, e che senza che te ne rendi conto, ti stanno bloccando su scelte che potrebbero cambiare totalmente la tua immagine aziendale.

Il piccolo imprenditore Italiano, fino agli anni 90 era “la scelta” del cliente, perché era considerato il migliore in tutto il mondo, e sai perché?

Perché sostanzialmente noi siamo i migliori!

A quei tempi però l’imprenditore era la scelta, perché faceva esattamente quello che andava fatto nel momento esatto in cui c’era la necessità di farlo.

Non sto dicendo che noi non siamo bravi, sto solo dicendo che se basiamo ancora nel 2020 le nostre competenze solamente in termini di “mestiere”, prima o poi arriverà uno molto più bravo di noi, commercialmente parlando, e ci piazzerà un bel iceberg in mezzo alla rotta.

La via imprenditoriale, è sempre buia e nebbiosa e chi non saprà anticipare i tempi andrà verso la strada del fallimento.

Se lo ritieni opportuno, usa questi miei suggerimenti come spunto nei confronti dei tuoi clienti, cerca di liberarli dalle trappole mentali, che possono avere quando sentono parlare dei b&b, spiega le cose dal loro interno, solo così potrai diventare per loro, l’unica soluzione possibile.

Al prossimo articolo!

Davide

In questo articolo, vorrei cercare di farti capire come mettere le basi e l’atteggiamento corretto nel marketing per il tuo B&B.

Questo punto è molto importante, perché contiene tutta una serie di informazioni che generalmente non sono conosciute o che addirittura vengono spiegate partendo dalla parte totalmente contraria, di come dovrebbero essere gestite per avere risultati.

Per creare guadagni all’interno della nostra struttura, che sia un B&B o un affittacamere, è necessario conoscere tutta una serie di tecniche, principi e strategie, che vadano a modificare il nostro operare, il nostro modo di fare e il nostro atteggiamento.

Mi spiego meglio:

All’interno di questo articolo, troverai delle cose che vanno contro una normale corrente di pensiero.

Se sei al primo approccio con i sistemi di Professione BeB, potrebbe capitare che questo mio atteggiamento ti appaia in maniera deformata, ma quello a cui io aspiro, è che il mio cliente, titolare di una piccola struttura ricettiva, capisca l’importanza di svolgere questa attività in maniera professionale, e quindi, nello specifico, acquisisca clienti – venda a quei clienti – continui a vendere a quei clienti  (tutto va fatto in maniera etica, lo sottolineo perchè potrebbe essere fraintendibile).

Tale azione va fatta ovviamente, prima che lo faccia un tuo concorrente. Fine!

Tutto questo però, non posso farlo con persone che non riescono a staccare la mente dal loro “vecchio” modo di lavorare.

Se hai deciso di metterti in proprio, con la creazione della tua azienda, sia che tu abbia aperto con P.I o no, prima di saper fare il tuo mestiere, devi saper fare impresa.

Da qui non si scappa!

Se diamo in mano lo stesso mazzo di carte e facciamo giocare la stessa partita a diverse persone, possiamo star tranquilli che il risultato sarà diverso. Ci sarà chi vincerà, chi perderà e chi proprio non saprà da che parte cominciare.

Per lo stesso motivo, questa cosa accade anche all’interno delle aziende.

Il problema è che comunemente ci limitiamo a sperare che cambino le cose e se per farle cambiare ci sono da percorrere tutta una serie di curve per riuscire a realizzare quei desideri almeno in parte, non ci si attiva, semplicemente per tutta una sequenza di motivi che spero di trasferirti tra queste mie righe.

Non bisogna sperare e basta, bisogna anche fare.

LA VENDITA NON DEVE ESSERE COLLEGATA ALLE NOSTRE NECESSITÀ

Cosa intendo? Intendo che i risultati che possiamo ottenere vendendo, non devono essere collegati a quello di cui, in realtà abbiamo bisogno. Noto che le persone su questo punto sono completamente sotto sopra, sia lavorativamente parlando, sia nella vita privata, sia nelle passioni.

Se hai un b&b, ti sarà capitato di fare un colloquio con qualche potenziale dipendente, o meglio ancora, specie in questo momento storico, avrai impattato con qualche tuo conoscente in cerca di lavoro. Se ci hai fatto caso, tutti e dico tutti, desiderano guadagnare ragionando sulla lista dei soldi che in un mese devono spendere, “ho il mutuo, ho la rata per l’aspirapolvere e la lavatrice, ho, ho, ho” …

Questa cosa personalmente non la trovo una grande strategia, poiché all’interlocutore non interessano queste cose.

La cosa peggiore è che questi numeri campeggiano nella testa delle persone.

Se hai questo atteggiamento anche quando stai gestendo il tuo B&B, rischi per colpa dell’ansia, di interfacciarti con il cliente con l’obbiettivo in testa di ottenere determinati risultati da quella “trattativa”:

nella tua testa hai fissato cosa devi guadagnare per tenere aperta “la bottega”.

Non dico che i costi non siano da tenere sotto controllo, ma se ti approcci alla vendita in questi termini, rischi di saltare qualche passaggio, rischi di dare per scontate determinate cose, non farai tutte le domande possibili al tuo interlocutore, perché sei concentrato su di te e non sul cliente.

Tenderai a decantare i tuoi servizi, tenderai a parlare di te e della tua struttura ed ovviamente non darai la giusta attenzione a quelle che sono le esigenze della persona che hai davanti.

La stessa cosa funziona anche nel marketing.

Guardati intorno, quante pubblicità vedi con scritto “siamo questo o quest’altro” – “Abbiamo il prodotto migliore” – Quando ti interfacci con un fornitore che sia quello del caffè o della lavanderia, ascolti tutte le storielle che ti raccontano sul prodotto di qualità, bellissimo con il design migliore del mondo, oppure, ti interessa solo che risolva un tuo problema?

Con questo non voglio dire che la qualità non conta, ma le persone acquistano solo per due motivi:

  • realizzazione di un desiderio
  • soluzione a un problema

In altre parola, le persone acquistano per migliorare praticamente ed emotivamente la loro condizione di vita.

Detto ciò,

Il messaggio che ti suggerisco di dare è: “con noi avrai questo trattamento, oppure, con noi risolverai questo problema”.

VENDERE QUANDO HAI BISOGNO, È IL PEGGIOR MOMENTO DI FARLO.

Quando si ha bisogno è sempre il momento peggiore per vendere. E lo è per tutti e in qualsiasi settore.

>> Ad esempio, se vuoi spingere determinati servizi quando hai bisogno, è il peggior momento per fa

Perché significa che dovrai acconsentire ad una cifra molto più bassa di quella che potenzialmente avresti potuto realizzare.

Quando hai bisogno, qualunque trattativa diventa problematica.

>>Negoziare qualunque cosa quando si ha bisogno è sbagliato.

Quando ti siedi al tavolo della trattativa con un bisogno, è difficilissimo uscire vincitore, perché a quel tavolo la parte debole sei tu.

Quando sei in trattativa, il tuo interlocutore comincia a negoziare con te. Siccome però, quello che ha bisogno sei tu, ogni volta che sarai “toccato”, sarai disposto a retrocedere, perché nella tua mente un pensiero ti dice: “piuttosto di niente è meglio piuttosto”. Brutto, brutto pensiero.

>>Vendere a prezzo scontato quando hai bisogno.

Quando vendi a sconto, passi un messaggio non molto bello, perché questo messaggio indica una tua necessità. Se invece fai una promozione le cose cambiano.

Le cose sono ben distinte: io posso fare un’offerta lancio di un mio servizio o di una nuova camera che ho realizzato ai miei già clienti, ma questa è una cosa già strutturata in precedenza.

Lo sconto è se invece, quando ricevo la richiesta di soggiorno da parte di un cliente, gli dico 100,00 a notte e lui mi risponde te ne do 70,00 ed io accetto.

La generazione di offerte è una cosa corretta per invogliare un cliente all’acquisto, mentre lo sconto, è un rilevatore orribile in termini di prestazioni professionali.

Ovvio che se una persona mi dice che mi dà 70 € perché vuole prenotare tutte le camere del B&B, oppure perché vuole soggiornare per un mese, io accetto, questa cosa però, correttamente non si dovrebbe chiamare sconto.

Lo sconto è un rifiuto alla tua richiesta e questa cosa, se ci pensi bene, è una mancanza di rispetto nei tuoi confronti.

Il problema però, il più delle volte è questo: quando qualcuno ti chiede lo sconto e tu accetti, è perché non hai né il controllo di quello che hai chiesto né di quello che pretendi, ma in realtà ti sei abbassato alla richiesta del cliente.

Questo è un gravissimo problema e dipende dal fatto che il tuo marketing è totalmente fuori controllo e soprattutto ha permesso al tuo interlocutore di paragonarti con un tuo concorrente, che guarda caso, è proprio nella tua stessa zona.

Se ti rapporti ad un tuo concorrente, dai la possibilità alla persona con la quale stai parlando, di dare una valutazione al tuo operato.

Questo “cancro”, che trovo molto diffuso quando parlo con gran parte dei gestori di piccole strutture ricettive che incontro, nasce perché le strategie di marketing, non fanno in modo che il consumatore ti percepisca come l’unico, il solo, l’esperto di, l’insostituibile per lui…

Inoltre, un altro fattore sbagliato che abbiamo in testa, è che siamo convinti che se accettiamo di fare lo sconto al cliente e prendiamo i suoi 70,00€, siamo sicuri di averlo fatto contento, perché “alla fine gli sono andato incontro”.

In realtà no, non lo abbiamo fatto per niente contento, perché al momento che accettiamo la sua richiesta di sconto lui penserà per tutta la vita “ecco, potevo proporgli 50,00€”.

L’unica risposta da dare alla richiesta di sconto è. NO!

Non ci sono altre risposte da dare ad una richiesta di sconto!

Ma per dare una risposta del genere, il tuo marketing deve comunicare dettagliatamente cosa sei. In poche parole, deve essere efficace.

QUANDO HAI BISOGNO BALBETTI COSE A CASO DEL TUO SERVIZIO, A VOLTE TI GIUSTIFICHI, MA NON STAI VENDENDO.

Quando si è in una condizione di necessità, la prima cosa che ci passa nella mente è questa: VADO AL SODO!

Sarò chiaro: non può funzionare così la vendita.

Volendo andare subito al sodo, si parte a spiegare ininterrottamente il nostro servizio o prodotto senza prestare alcuna attenzione alle necessità del cliente.

“Buongiorno, la tariffa comprende, Wi-Fi, colazione, biancheria da bagno e da letto, pulizia quotidiane, c’è il parcheggio ed il check in è dalle ore alle ore….”.

Quest’ultimo quando avremo finito la nostra lista della spesa, sempre se è ancora sveglio, ci liquiderà con un “ci penso, è troppo caro, non è il momento, devo chiedere a mia moglie/marito e la richiamo ecc. ecc.

Nella mia esperienza di trattative nel settore dell’ospitalità ho avuto sempre una buona abitudine, ed era quella di fare un piccolo riassunto di ogni contrattazione che facevo.

Fare questa attività è una rottura di coglioni atomica te lo posso giurare, sta di fatto però che negli anni, ho
raccolto talmente tanto materiale di confronto, da essere certo che quello che leggerai nelle prossime righe, se compreso in maniera corretta, ti sarà molto utile.

Partiamo dal fatto che se un cliente ti contatta, dovrebbe aver manifestato qualche goccia di interesse nei confronti del tuo b&b, e il fatto che non dorma da te, ti dovrebbe portare ad avere un senso di responsabilità molto forte sull’accaduto.

Il motivo con il quale il cliente ti liquida, non è MAI, o quasi, il vero motivo.

È una giustificazione comune per liberarsi di te in maniera elegante.

In realtà questo accade perché quello che hai fatto, è stata una trattativa/colloquio che fa schifo, basata sui tuoi interessi e non su quelli del tuo interlocutore, parlo per esperienza.

Quando si vuole andare subito al sodo, si interagisce con il cliente farfugliando, senza determinazione e senza orientamento a capire cosa sia importante veramente per lui e di conseguenza non si fanno sufficienti domande.

Oltre a ciò, potresti essere parte di quelle persone che si vergognano nel fare domande al cliente che hanno davanti, perché nella loro testa campeggia il pensiero:

“cosa pensa il cliente se gli faccio tutte queste domande?”

Questo atteggiamento nasce quando sei nella condizione di bisogno, quindi sai dentro di te che stai andando a chiedere.

Ti senti in difetto nel fare domande, perché sei convinto che questa cosa sia manipolatoria nel senso peggiore del termine.

Fare domande manipolatorie invece, serve per aprire un dialogo che ti permette di capire come aiutare il cliente ad ottenere il meglio per lui.

Come puoi portare benefici ad un cliente se non capisci quello che gli serve?

Ti rispondo io, non puoi!

Si dai sentiamo, se uno deve soggiornare da me cosa vuoi che gli domando?

Gli chiedi il motivo del viaggio, se un ospite viene per business non gli interesserà sapere che tu hai la convenzione con il lido di fronte o che la gita all’isolotto per te che sei ospite del b&b costa solo….

Se vuoi vendere, non esiste alternativa all’alterazione del pensiero di chi hai di fronte.

Il dramma, è che il termine “manipolazione” è sempre visto come una cosa negativa, perché viene utilizzata, nella maggior parte dei casi, nello spingere qualcuno a fare delle azioni contro la sua volontà o senza che lui se ne renda conto.

Se però è da un po’ che fai questo lavoro, avrai notato che le persone non sanno cosa vogliono, non leggono anche se hai un sito a prova di stupido e ovviamente per quanto internet possa essergli d’aiuto non possiedono le stese informazioni che hai tu sulla tua struttura e sulla tua zona.

I CLIENTI TI ROMPONO LE P…. PERCHE’ NON TI SPIEGHI!

Ti faccio un esempio al di fuori del nostro meraviglioso mondo dell’hospitality:

Mettiamo caso che tu vendi RayBan, un’acquirente viene in negozio da te, ti chiede un paio di RayBan modello Aviator, ti paga e se ne va.

In questa situazione non hai bisogno di vendere, qui il tuo parere da esperto non conta nulla, perché il compratore ha ben chiaro in testa quello che desidera.

Ma nel momento in cui, si parte da una situazione dove il cliente non ha ben chiaro se tu sei il fornitore per lui, le cose sono diverse.

Qui devi manipolare e gestire la conversazione, per andare a capire quelli che sono i bisogni di chi hai davanti, facendo domande mirate e portando il tuo interlocutore a fare uno specifico ragionamento e solo dopo aver capito lui, puoi cominciare a parlare di te e di quello che puoi offrirgli.

La cosa che poi dovrebbe essere scontata, ma che purtroppo spesso non lo è, è quella di avere a cuore il miglior interesse del cliente e quindi vendergli qualcosa che realmente gli porti dei benefici mantenendo inoltre le promesse fatte.

MANTENERE LE PROMESSE FATTE, È LA LINEA CHE DIVIDE UN PROFESSIONISTA DA UN TRUFFATORE.

Dobbiamo rompere questo tabù: il truffatore è il miglior venditore del mondo! FINE.

Prima questa cosa la facciamo nostra e la comprendiamo in profondità, prima riusciamo a diventare venditori straordinari.

Il truffatore e il venditore sono la stessa persona, nel senso che (in teoria) utilizzano le stesse tecniche. O meglio, il truffatore utilizza le tecniche di vendita meglio di un venditore.

L’unica differenza è che il professionista o il titolare di Piccola Media Impresa, mantengono le promesse. La differenza infatti, sta nel possedere l’etica, non la tecnica.

Sai perché ritengo che il truffatore sia più bravo nella vendita di un imprenditore? Perché il prodotto, il truffatore non ce l’ha!

Ti ricordi quando Wanna Marchi vendeva il sale?

Di fatto lei sto benedetto sale miracoloso non ce l’ha mai avuto, quindi non avendolo è stata costretta a perfezionare all’infinito le sue capacità di marketing e di vendita per conquistare la fiducia e persuadere gli altri.

Qual è il problema che ha il gestore di b&b?

Il più delle volte è concentrato sul suo servizio e su sé stesso, magari è anche innamorato della sua casetta e quindi comincia a parlarne, senza venderla però.

Perché quando tu parli del tuo prodotto, tendi ad entrare su tecnicismi che il tuo interlocutore non è in grado di capire, perciò quest’ultimo non capendo, ti liquida con un “ci devo pensare”.

Questo è il grosso del problema.

Secondo te, al tuo cliente interessa che hai i letti in memory, la Tv a LED o la marmellata della Papuasia?

Ma sei serio???

Se vendi pomata non devi parlare della pomata, se ma del prurito!

Questo è quello che fa il truffatore, parla della soluzione.

Quindi, la domanda che ti devi porre è:

Se c’è gente che vende aria fritta, come mai non sono in grado di vendere in maniera onesta, nei tempi e nei modi che voglio io, facendomi pagare quanto voglio e come voglio, pur avendo un servizio professionale?

A questa domanda, troviamo risposta negli appunti che ho preso negli anni, appena concludevo una trattativa.

La collezione di insuccessi nella vendita avviene per due motivi:

Motivo 1: Non sei posizionato correttamente nel mercato e di conseguenza dai la possibilità alle persone, di confrontarti con un tuo concorrente e per effetto, cadi nel profondo abisso del “prezzo più basso”.

Motivo 2: Quando sei di fronte al potenziale cliente, ti catapulti immediatamente a parlare del tuo prodotto o servizio, questa cosa mette il cliente nella condizione di essere spettatore della tua scenetta e non protagonista della sua storia.

Prima di chiudere l’articolo, vorrei consigliarti di metterti dalla parte del tuo peggior cliente, quello più scettico, quello più difficile da gestire, quello più diffidente, insomma, quello che nella tua testa è inserito dentro la cartella: “rotture di scatole” (per essere fine).

Se farai questa prova in modo corretto, ti renderai conto da solo, di quello che ti può mancare per essere percepito come “lo specialista nel tuo settore”.

Non lasciare niente al caso!

Davide

Se vuoi che le persone soggiornino nel tuo b&b e ci ritornino, devi evitare come la peste una serie di atteggiamenti che ora vedo di elencarti tra queste righe.

Sono convinto che ne commetterai qualcuno nella tua quotidianità, cerchiamo quindi di prenderli in mano uno alla volta.

ERRORE 1: Non avere una banca dati di clienti.

Per banca dati, non intendo in file di excel dove all’interno hai nome, cognome e numero di telefono. Intendo un raccoglitore di dati, tra i quali l’indirizzo mail, che ti permetta di capire cosa fa il cliente e a che punto è rispetto alle informazioni che invii.

Un sistema che ti permetta di vedere come si comportano quando gli inoltri una tua offerta o informazione.

Apre la mail? Clicca sul link che gli hai inserito? Se è entrato sul link, come ha reagito alla tua informazione?

ERRORE 2: Avere una banca dati incompleta.

Ammesso che tu abbia una banca dati, è divisa in sottogruppi?

Se questo mese vuoi fare un’offerta riservata ai clienti business, non mandarla anche ai tuoi clienti che hanno scelto te perché sei vicino al mare o per un week end romantico.

Mettiti comodo e dividi i tuoi clienti, altrimenti ogni tua comunicazione diventerà una rottura di scatole.

Ci sono vari criteri di segmentazione clienti, scegli quello che ritieni più opportuno. (Motivo del viaggio, gruppi o viaggiatri sngoli ecc.).

Le persone ricevono già abbastanza messaggi inutili.

ERRORE 3: Non usare un sistema professionale che ti permetta di gestire il livello dove si trova il cliente.

Nel tuo b&b possono entrare potenziali clienti, clienti, clienti fedeli, clienti i quali un amico ha fatto una raccomandazione su di te, clienti che hanno bisogno subito, altri che ci devono pensare, ecc. Queste persone non possono essere gestite tutte nella stessa maniera. La comunicazione ad ogni cliente, va fatta in base a quale livello si trova tra quelli appena descritti.

ERRORE 4: Non pianificare l’approccio con il cliente.

Quando capirai che il marketing a livello professionale è la prima attività che devi fare quando metti giù il piede dal letto, capirai che non va fatta a casaccio.

Il tuo piano di marketing va studiato nei minimi dettagli a seconda dello scopo che vuoi raggiungere con ogni singola mossa.

Ogni potenziale cliente che entra in contatto con te, deve entrare in un canale pianificato e strutturato prima.

La mail o qualsiasi altra comunicazione che fai, deve essere profilata in base al livello dove si trova il cliente.

ERRORE 5: Non avere contatti di qualità.

Per clienti di qualità, non intendo clienti ricchi! Intendo clienti in target. Ovvero una serie di contatti di persone potenzialmente in linea con il tuo servizio.

Se hai stretto una convenzione con un fornitore di prodotti per celiaci, non mandare la tua comunicazione a cannone a tutti i contatti. A meno che tu non abbia tutti clienti celiaci, ma non credo.

È ovvio che tutto quello che mandi ad un contatto, deve essere percepito come un’utilità a chi lo riceve, per questo devi interagire solamente con chi è interessato a quello che offri.

ERRORE 6: Non rimanere in contatto con i tuoi clienti nel tempo.

Non informare costantemente i tuoi clienti sulle tue attività, oppure non dare loro dei contenuti di valore che servano per migliorare le loro vite, è un errore gravissimo. Stai in contato con i tuoi clienti, in modo tale da rimanere nella loro mente.

Se non mantieni il contatto con i tuoi clienti, potrebbe essere che un giorno li perdi e sei costretto ad andare a caccia di nuovi.

Che è un attivitàà da fare, questo è chiaro!

Il potenziale cliente però, si trova in una posizione molto bassa nella scala della fiducia nei tuoi confronti, quindi il lavoro per trasformarlo in una persona che decide di affidarsi a te è più lungo. A meno che questa persona non ti venga presentata da un tuo cliente affezionato.

Quindi, fai attività per acquisire nuovi clienti, ma non dimenticarti di quelli che hai già!

ERRORE 7: Avere una banca dati non in regola con le nuove normativa in materia di privacy (GDPR).

Oggi più che mai è importante che tu abbia una banca dati a prova di guardia di finanza.

Sarebbe un danno enorme se per colpa di una comunicazione inviata ad un contatto sbagliato fossi costretto a chiudere l’attività che ti sei costruito e sudato per anni.

Per evitare tutto ciò, in primis devi avere la GDPR in regola (a questo argomento dedicherò un articolo intero più avanti) e in secondo luogo, devi farla firmare ai clienti chiedendo il consenso all’invio di materiale di marketing o informazione.

Se non fai questi passaggi, un clic sbagliato potrebbe costarti la chiusura dell’attività o una multa di 4 volte superiore al tuo fatturato.

Chiaro?

Bene, ci rivediamo all’interno di Professione B&B!

Iscriviti al gruppo Facebook!

Davide

Se ti sottoponessi alla macchina della verità, che cosa ne uscirebbe?

Oggi , voglio parlarti di tutte quelle bugie che i gestori di b&b si raccontano per giustificare il fatto che non riescono a vendere le camere.

Non riuscire a vendere camere è demotivante.

È una delle frustrazioni maggiori per i gestori di b&b con un po’ di sale in zucca.

Risposte negative, ore perse a creare preventivi ai quali non ricevi risposta e clienti “vado in hotel”, sono tutte lame che si piantano nell’anima di chi ha in primis come missione aiutare il cliente, in secondo luogo ha un’azienda da tenere insieme.

Queste negatività se vissute ogni giorno, potrebbero diventare nella tua mente delle realtà. Ma avere in mente solamente che la situazione è una merda, ti porta inconsciamente in uno stato di autodifesa che blocca in maniera letale la tua scalata al successo.

SE TI RACCONTI BALLE DA SOLO, STAI ATTIVANDO IL PROCESSO DI AUTODISTRUZIONE DEL TUO B&B

Non sto dicendo che domani chiuderai, sto solo sottolineando il fatto che lavorerai passivamente con i clienti che ti scelgono solamente perché costi meno.

In certi momenti, affrontare la realtà diventa impossibile.

Lo vedo fare a molti titolari di b&b, calpestati della negazione, hanno pensato bene di raccontarsi palle gigantesche.

Viviamo in un mondo in cui nessuno si vuole assumere le proprie responsabilità.

  • I fumatori col cancro citano in giudizio i produttori di tabacco.
  • Le persone obese citano in giudizio le società di Fast Food.
  • Ogni criminale ha la scusante di aver trascorso una brutta infanzia.

Tu non farlo. Non mentire a te stesso.

Se ti ritrovi in una delle scuse elencate qua sotto, fai qualcosa. Adesso.

  • Richiedono informazioni e poi spariscono
  • Vogliono spendere meno
  • I clienti preferiscono andare in albergo
  • Colpa della crisi
  • I clienti sono stupidi
  • Prenotano e non si presentano

Fai percepire subito il valore al cliente nella tua comunicazione online e offline, altrimenti non sarai considerato abbastanza interessante nemmeno per una richiesta. Senza rapporto non può esserci fiducia.

È facile vendere camere quando i clienti non battono ciglio, pagano e ritornano alla prossima occasione.

È invece diverso quando i risultati non arrivano: in questi casi la cosa più semplice è dare la responsabilità al governo, alla crisi, ai vegani e alle scie chimiche.

Ma i tuoi risultati dipendono solo da te, raccontarsi cazzate non risolve la situazione.

Solo tu hai in mano le chiavi del successo del tuo bel and breakfast, non dimenticarti di vendere e cerca di farlo sempre nella maniera più conveniente per te e più etica nei confronti del cliente.

Al prossimo articolo!

Prima di iniziare voglio farti una domanda:

“Ti senti davvero tutelato in qualità di gestore dai grandi portali turistici?”

Vediamo un attimo di fare il punto della situazione insieme. Voglio che ragioni e poni la tua attenzione su quello che leggerai tra poco.

  1. Quante prenotazioni ricevi ogni anno? (Prenotazioni NON richieste, fa molta differenza).
  2. Ricevi molte cancellazioni?
  3. Come tuteli il tuo B&B dalle cancellazioni e/o mancate presentazioni dei clienti?

Oggi vedremo insieme le fondamenta, le basi che la tua inserzione deve assolutamente avere per far sì che non tu non perda soldi.

Se hai un B&B, presuppongo tu conosca come funzionino le aree riservate dei grandi portali turistici quali Booking, Expedia ecc…

All’interno, trovi tantissimi strumenti, ma oggi, voglio focalizzarmi solo su quelli che incidono sull’aspetto finanziario.

“Quali di questi strumenti devo assolutamente conoscere per tutelare me ed il mio B&B?“.

Partiamo con una premessa d’obbligo.

I grandi portali di prenotazioni, offrono un gran servizio all’utente finale che sceglie loro per la pianificazione del proprio viaggio.

Ma, le strutture ricettive ricevono lo stesso trattamento?

Ripensa alla domanda che ti ho posto all’inizio di questo articolo: “ti senti tutelato dai grandi portali turistici di prenotazione?”.

Quando hai aperto la tua attività, la prima cosa che ti è stata consigliata, è stata quella di inserire la tua struttura sui grandi portali di prenotazioni.

Ma nessuno ti ha mai detto che è un territorio ricco di insidie e pericoli. Come camminare su un campo minato.

Quando ho aperto, anch’io mi sono fidato e affidato all’assistenza di questi grandi portali ascoltandone i consigli e mettendone anche in pratica qualcuno. È solo dopo anni di esperienza che ho capito ed ho incominciato a domandarmi se quello che avevo fatto era giusto oppure stavo sbagliando qualcosa.

DOMANDA:

“Se dovessi applicare alla lettera tutto quello che ti viene consigliato, ti sei mai domandato quali clienti attireresti?”

Te lo dico io che l’ho vissuta prima di te, per questo voglio che non ci caschi anche tu come ci sono cascato dentro io.

Lo scenario a cui ti troveresti davanti, sarebbe questo:

  1. Clienti che si cancellano pochi giorni prima della data di arrivo se non il giorno stesso;
  2. Arrivano alle 2.00 di notte ed il tuo check-in termina alle 20.00;
  3. Prenotazioni con carte di credito che non accetti;
  4. Prenotazioni con carte prepagate.

Potrei andare aventi all’infinito.

Troppa flessibilità non va bene.

I clienti non si sentiranno impegnati con te e quindi gestiranno tutti i loro comodi e tu sarai l’ultimo dei loro pensieri.

Se vuole mi aspetta se no vado da un’altra parte”

Attirerai, tipo calamita, tutti quei clienti rognosi che invece dovresti lasciare alla concorrenza. Quelli vanno bene per loro non per te. Tu VUOI solo clienti che pagano e sono felici dei servizi che offri e dell’impegno che ci metti.

Tutto questo accade per due motivi principali:

  1. Perché il sistema dei grandi portali turistici è strutturato per rendere il processo di prenotazione il meno invasivo possibile per l’utente finale. (Motivo per cui ti spinge a scegliere flessibilità, cancellazione gratuita per l’ospite, prenotazione senza carta di credito, ecc, ecc,)
  2. Perché gli utenti ormai conoscono nel dettaglio tutte le dinamiche del processo di prenotazione;

Al giorno d’oggi, la maggior parte degli utenti sa che se cancella entro i termini, sempre più flessibili, non ha penali, sa anche che se prenota con delle carte prepagate, può cancellarsi quando e come vuole perché, soprattutto in una struttura piccola come la tua, la maggior parte dei gestori di B&B, non controlla le carte di credito e quindi può anche non presentarsi, e sa anche che se dovesse cancellare oltre i termini consentiti, può sempre chiamare il servizio clienti che da abili giocolieri scaricheranno la palla a te dicendo al cliente: “E’ a discrezione del gestore”.

Ti ripeto la domanda: “Ti sentì ancora tutelato dai grandi portali di prenotazione?”

Andiamo avanti.

Prenotazioni fraudolente. Arrivano da Cina o Medio Oriente.

Sono prenotazioni con caratteristiche simili, largo anticipo dalla data di arrivo, periodo di almeno 14 giorni, importi elevati.

Un altro campanello d’allarme è che prenotano solo ed esclusivamente a tariffa RIMBORSABILE.

Queste prenotazioni vengono effettuate per richiedere i visti per poter uscire dai loro paesi, una volta ottenuto il visto, la prenotazione viene cancellata, e tu ti ritrovi con un pugno di mosche in mano.

Queste cose ti sono mai state dette dai grandi portali turistici? Ti hanno mai inviato comunicazione di questo? hai mai ricevuto un invito ad un webinar dove si parlava di come evitare queste fregature o come tutelarti nei dai clienti “furbi”?

Perché se io non accetto quel tipo di carta di credito, il portale permette lo stesso all’utente di inserirla?

Perché permette all’utente di inserire una carta prepagata?

CARTA PREPAGATA = FREGATURA

Te lo dico io perché.

Perché ai grandi portali turistici interessa solo l’utente finale, quello che prenota i viaggi in poche parole.

A loro interessa fare colpa su di loro, così quando dovranno scegliere un viaggio lo faranno dal loro portale.

Però se analizziamo meglio la situazione, chi è che paga?

Quello che paga sei tu, non l’utente finale. Dovresti essere più tutelato, cazzo stai pagando e non poco.

Il 18% su ogni prenotazione.

Va beh non ci pensare, torniamo a noi.

Se nessuno ti tutela, sei tu che devi tutelarti da solo.

Ed ecco perché ho creato questo articolo con i punti chiave per non farti più fregare già da domani.

Ecco alcuni accorgimenti che salveranno te ed il tuo B&B:

Si accettano solo ed esclusivamente prenotazioni con carta di credito: (spero tu abbia un POS, se non ce l’hai, corri in banca): se non incominci a ragionare come un’azienda che vuole generare utili, rischierai di ricevere una marea di prenotazioni fraudolente da gente che prenota senza alcuna garanzia solo per il gusto di farlo.

Ricorda: le persone che lasciano la carta di credito a garanzia tendenzialmente non cancellano, o se lo fanno, lo fanno nei termini che hai dettato tu nella politica di cancellazione che ti spiego al punto successivo.

Una persona che lascia la sua carta di credito si sentirà molto più impegnata di chi non lascia niente di proprio a garanzia.

Verifica sempre le carte di credito: come un cassiere verifica le banconote, per vedere se non lo stai fregando, è importante che tu verifichi che chi vuole venire a dormire da te sia realmente intenzionato a farlo.

Capisci cosa intendo?

L’unico modo che hai per verificare la validità della carta di credito e che quest’ultima contenga l’importo che il cliente deve pagarti è la pre autorizzazione.

Quest’ultima, consiste in una funzione che “congela” l’importo della caparra o della prenotazione sulla carta di credito del cliente. Questo permette sia di verificare la veridicità dei dati (che non vengono assolutamente controllati dai grandi portali) sia di evitarti cattive sorprese.

Vediamo insieme i pro e i contro:

  1. Invasivo: il cliente si vedrà prelevata l’intera somma della prenotazione anche se ha prenotato una camera rimborsabile. A quel punto, ti chiamerà per chiedere spiegazioni del perché gli è appena arrivato un sms dalla sua banca ecc, ecc… (ecco perché non amo questo tipo di soluzione)
  2. Sicuro 100%: non mi sembra ci sia molto da spiegare su questo punto.

Ti starai chiedendo, grazie Davide mi hai appena spiegato un metodo per far fuggire i miei potenziali clienti.

NO, ascolta bene…

…chiama l’ospite con la scusa di presentarti, conferma loro la prenotazione e avvisalo del fatto che nei prossimi giorni potrà essere effettuata una verifica sulla sua carta di credito. In questo modo, quando riceverà l’sms Allert dalla sua banca, già lo saprà perché l’hai anticipato e la sua percezione sarà totalmente differente.

Politica di cancellazione: devi impostarla in modo che non sia né troppo restrittiva ma neanche troppo permissiva a tal punto da portarti via fatturato. Ps. Ricorda che non può essere modificata a seconda del periodo.

Esempio: imposti fino a 5 giorni cancellazione gratuita, rimarrà così per sempre.

ATTENZIONE: nel prossimo punto ti spiegherò uno dei modi per violare quest’ultimo limite della politica di cancellazione che ti potrà essere utile soprattutto in quei momenti dove vuoi esser super sicuro di non perdere neanche 1dalle prenotazioni che ricevi. (Alta stagione, eventi, fiere ecc).

No refundable rate (in inglese fa sempre più figo): Tariffa non rimborsabile in italiano. A fronte di un piccolo sconto sulla tariffa standard, il nostro potenziale cliente perderà il diritto di cancellare in qualsiasi momento successivo alla prenotazione. Quindi, dal momento che il cliente prenota, sei autorizzato a prelevare dalla carta di credito che lui ha inserito, l’importo totale della prenotazione.

Si, ma se dovesse fornirmi una carta di credito non valida o una carta prepagata?

In questo caso, quando riceverai una prenotazione NON rimborsabile, sarà tua premura andare subito a controllare la validità della carta in modo da poterla segnalare subito come “carta non valida”.

Il mio consiglio, che vale anche in altre circostanze, è sempre quello di chiamare il cliente. Le persone sono abituate ad interfacciarsi con altre persone e non con i computer. Mi raccomando.

La No-refundable rate è un’arma davvero fondamentale anche nell’ambito delle vendite, utilizzarla solo per tutelarsi, è stupido.

Eccoci alla fine di questo viaggio…

“Vale quindi la pena essere sui grandi portali turistici di prenotazione?”

La risposta è: SÌ, vale la pena ma con i giusti accorgimenti.

Esserci vuol dire visibilità , moltissimi viaggiatori utilizzano i grandi portali di prenotazione per pianificare i loro viaggi.

Non esserci sarebbe stupido. Però ricorda anche che fare selezione all’ingresso, è importante.

Se vuoi farmi qualche domanda su come impostare al meglio la tua scheda e che strategia usare sui grandi portali turistici, vieni a trovarmi all’interno del gruppo Facebook.

Entra nella community di Professione B&B

Ti aspetto!

Davide

Da piccolo, sicuramente avrai avuto anche tu come me il tuo salvadanaio dove riponevi i tuoi risparmi.

Quando i genitori ti davano la mancia, ti preoccupavi di andare subito a riporla li.

Lo vedevi come un luogo sicuro, un luogo dove nessuno poteva rubarteli.

Non contento, ti preoccupavi anche di nascondere il salvadanaio in un luogo nascosto lontano da occhi indiscreti.

Ecco la stessa cosa la devi fare con i tuoi clienti.

Pensa al tuo B&B come il tuo salvadanaio dove riporre i clienti, lontano dalle mani della concorrenza.

Ovviamente non si tratta di monete ma di persone e quindi la cosa si complica un pochino. Ci vorrà più impegno ma sono sicuro che con i consigli che troverai all’interno di questo articolo ti sarà molto più facile.

Molti gestori di B&B, faticano a capire che se la loro impresa funziona è perché sono stati loro a farla funzionare. Stessa cosa vale nel caso che non funzioni, perché se non funziona un’impresa non è colpa del governo o della crisi, è colpa sempre di chi ha il timone in mano.

Nello specifico non riescono a capire, che se la loro “giostra” gira, è perché sono loro a farla girare, poi per carità, ci sono anche delle situazioni in cui le cose vanno bene da sole, ma sono delle perle molto rare.

Se vuoi che le cose funzionino devi darti da fare affinché le cose vadano.

FINE!

In questo articolo, cercherò di esporre cosa va fatto per far crescere il tuo B&B e creare quello che io amo definire “SALVA-CLIENTI”.

  1. Acquisire clienti.

L’azione che spesso vedo trascurata è quella di cercare e trovare i clienti. È impensabile ai giorni nostri, sperare che i clienti arrivino da soli. La leggenda de “il prodotto o servizio che si vende da solo” è MORTA.

Uno dei motivi per cui i gestori di bed and breakfast, non vanno in cerca fisicamente di clienti, è un mix tra timidezza e pigrizia.

Preferiscono rimanere a casa aspettando che il telefono squilli come per magia, piuttosto di uscire in avanscoperta con il rischio di incontrare persone diverse da loro, che gli possono rifilare un rifiuto.

Come già detto altre volte, un possessore di P.I., deve dedicare una fetta del suo tempo alle vendite e al marketing.

Non hai tempo? TROVALO! Perché questa attività è importane come respirare.

In secondo luogo, questo è ancora più ridicolo, si pensa che avere solamente un contatto con un cliente in target ma che non compra, sia una cosa che non porta a nulla e quindi, “anche se non tento con quel cliente ci perdo poco”.

Beh, ti ho detto che era ridicolo?

Ho detto una cazzata! Questa cosa è devastante…

Se pensi che inviare materiali o chiedere un appuntamento ad un cliente sia un approccio poco professionale, sappi che chi sta scrivendo questo articolo lo fa quotidianamente e senza sosta da anni, quindi se vuoi lavorare domani, è meglio che cerchi i tuoi clienti oggi.

Io ho clienti attivi, che hanno ricevuto i miei materiali di marketing per mesi prima di alzare il telefono.

  1. Il secondo componente del mio salva-clienti è l’impegno.

Non sto parlando dell’impegno che ci metti nel fare il tuo lavoro, lo so che sei bravo.

Sto parlando dell’impegno che ti prendi come persona verso il tuo cliente e se pensi che questo ti comporta un lavoro duro, manuale, o che ti porta a perdere ore di sonno, sappi che sarà l’unica differenza tra successo e fallimento.

Questo punto è estremamente collegato al prossimo.

  1. La soddisfazione del cliente.

Vuoi che il tuo B&B funzioni?

Allora non ti puoi limitare ad acquisire clienti, ma devi fare in modo che siano soddisfatti.

Ogni giorno devi spremerti le meningi per rendere i tuoi clienti soddisfatti dell’esperienza che gli offri.

Devi sempre domandarti che cosa vogliono i clienti, che cosa la mia concorrenza offre, di cosa hanno bisogno, che problema hanno …. chiaro?

Questa cosa potrebbe sembrarti complicata sei ti ritrovi in queste tre vesti:

    1. Sei l’operativo della tua attività e sicuramente sei anche bravo. Ma da “operaio” hai una dinamica mentale che risuona più o meno in questo senso: “Lavoro con il giusto rapporto qualità prezzo, i clienti saranno contenti, parleranno di me agli amici e gli amici lo faranno ai loro amici”, ma non ti focalizzi su come mettere la tua professionalità nel mercato. Un tempo poteva andare bene aspettare che i clienti ti portassero i loro amici, ma oggi non è più così.
    2. Hai paura (come molti imprenditori), che concentrandoti su una determinata nicchia di clienti, sia un’azione non scalabile, ossia se non lo fai tu non lo fa nessuno. Beh, a mio modesto parere questa cosa va fatta anche se la pensi così. Se ci si occupa personalmente della soddisfazione dei clienti, arriverà il momento in cui non avrai più camere dove mettere i tuoi ospiti e non riuscirai più a gestirli, è vero, ma fidati che questo è un problema che molti imprenditori bravi sognano di avere. Incomincerai a provar gusto ad essere in overbooking. Fidati!
    3. La tua aspettativa in termini di cura e attenzione al cliente molto bassa, solitamente si basa sugli standard fissati dai grandi Hotel. Il tuo vantaggio, considerando quello che c’è sul mercato, è che essendo piccolo, puoi riuscire a fornire un servizio ed un’attenzione al cliente che un grande albergo può solo sognare.
  1. 4. Come quarto punto metterei l’esperienza del cliente.

Uno dei fattori che i gestori di b&b tendono a trascurare, è l’esperienza che vive il cliente.

Il trattamento offerto, è solamente un tassello della serie di componenti che compongono la tua impresa.

Di fatto è possibile, nonché auspicabile, offrire ai clienti un’esperienza incredibilmente soddisfacente nonostante un servizio non del tutto al massimo livello e non del tutto rodato.

Questo è il motivo per cui io sollecito sempre i miei clienti a richiedere feedback e testimonianze ai loro ospiti, quest’ultime devono essere viste come un processo e un suggerimento per crescere e migliorare.

Crea un modulo che terrai nelle camere ad uso interno per capire cosa funziona e cosa devi migliorare nel tuo B&B.

Importantissime anche le testimonianze online, ma a questo dedicherò un articolo apposta.

  1. Quinto e ultimo punto, restringi il raggio d’azione.

Se hai letto altri articoli di questo blog, questo concetto dovrebbe esserti molto chiaro.

Concentrati su una specifica nicchia di mercato e su uno specifico target di clientela.

La parola d’ordine, dev’essere: FOCUS.

Questo concetto può essere replicato per ogni settore d’impresa: vale sempre la pena aggredire il mercato per sottoinsiemi, partendo da quello in cui è possibile ottenere rapidamente una massa critica di utenti.

È molto potente questa visione, consiglio vivamente di non trascurarla.

Con questo articolo, spero di aver trasmesso un concetto molto importante, che poi alla fine è l’atteggiamento che consiglio ai miei clienti di avere: non lavorare solo per creare il servizio migliore, ma lavora per avere il cliente soddisfatto dal servizio che gli offri, solamente così il tuo salva-clienti, ti porterà clienti ogni giorno.

Entra in Professione B&B, l’unico gruppo Facebook dedicato ai professionisti dell’ospitalità.

All’attacco.

Davide

Se stai pensando all’affitto, le bollette, il mutuo o le tasse, mi dispiace deluderti ma sei ampiamente fuori strada.

Il costo più grosso – e più grave – per un b&b è… una camera VUOTA.

Se le camere vuote sono un muro che sei costretto a scavalcare ogni giorno allora leggi bene l’articolo che ho preparato oggi per te.

E’ inutile nasconderlo, parliamoci chiaro, chi non sogna il proprio bed and breakfast sempre al completo. Incominciare a provare piacere nel dire: “Mi dispiace, ma per quella data non ho disponibilità”.

Penso che se ti dicessi che riempire il bed and breakfast è l’obbiettivo primario, ti troverei perfettamente d’accordo.

Giusto?

Successivamente possiamo discutere di strategie di marketing, analisi dei numeri, gestione e così via.

Ma, l’obbiettivo primario è ELIMINARE le camere vuote.

Ogni volta che lasci una camera vuota, hai 3 perdite finanziarie.

Una visibile e due nascoste!

1) Perdi automaticamente l’incasso di quella camera

Questo possiamo definirlo il danno diretto e visibile.

La camera è saltata, tu rimani con le mani in mano ed il cassetto piange.

Sintetizzando —> camera cancellata = cassa vuota

2) Se non riuscirai a coprire il buco creato per quella notte, continuerai comunque a perdere soldi.

Probabilmente quando ti succede di perdere una camera manchi di fare una valutazione fondamentale ovvero che il tuo b&b genera costi h24. (Affitto, bollette, ecc…)

Questi costi sono sempre presenti nella tua attività e nel momento in cui non riesci ad occupare una camera (che avresti potuto occupare) stai perdendo soldi.

3) Dal momento in cui assegni una camera a una persona, non puoi venderla ad un’altra.

In economia questo viene definito proprio “costo -opportunità”

Ovvero un costo che devi sostenere per un’opportunità persa.

Riassumendo:

– Perdi i soldi che avresti guadagnato dal cliente che ha disdetto la camera.

– Perdi soldi che vengono inghiottiti dai costi della tua struttura.

– Perdi i soldi di chi sarebbe potuto venire quella notte ma che hai dovuto dare in pasto alla concorrenza perché non avevi posto.

Molti, al giorno d’oggi, pensano che per essere sempre pieni, basti avere il bed and breakfast più figo, ma ahimè non è così. Puoi avere il b&b più bello della zona, i letti migliori, la colazione top, ma se nessuno sa che esisti non ti servirà a nulla.

Di prodotti eccellenti e di aziende con servizi di altissima qualità è piena la storia di fallimenti.

A questo punto, quello di cui hai bisogno è di una strategia di marketing.

Io voglio esser chiaro fin da subito con te e dirti che se oggi non fai marketing, non sei nessuno.

Attenzione però, fare marketing non è dare i soldi in mano a falsi esperti o Web Agency creative che ti promettono più clienti, più prenotazioni con due click o con qualche volantino creativo.

Poi certo, è “il marketing” che non funziona. Come se il marketing fosse un’entità a sé che vive di vita propria e non una disciplina scientifica che va conosciuta e padroneggiata.

ENTRA NELLA COMMUNITY

Ti dico questo perché al giorno d’oggi non solo non puoi non fare marketing ma non puoi neanche permetterti di farlo nel modo sbagliato.

Vediamo alcuni esempi:

  • Hai un sito internet fatto da un tuo amico appassionato di informatica
  • Ti sei affidato ad una Web Agency che ti ha venduto la gestione della tua campagna Google Adwords o la creazione della pagina Facebook aziendale
  • Hai dato incarico di stampare dei volantini ad un’azienda di grafici creativi i quali ti hanno consigliato cosa scriverci sopra.

Tutto questo, NON FUNZIONA.

Mi spieghi come l’amico informatico, la Web Agency, il grafico creativo possa fare una campagna marketing senza conoscere i tuoi numeri, la tua realtà e la tua azienda?

Queste persone non hanno gli strumenti per aiutarti, non lo fanno con cattiveria.

“Fare marketing è una competenza che NON si può delegare”.

Hai letto bene. Il marketing non si delega, non si studia in università e soprattutto non si copia a caso dai concorrenti (che nel 99% dei casi non sanno neanche loro cosa stanno facendo).

“Ok, Davide, ma da dove inizio? Come faccio a sapere da quale punto partire?”.

Il punto da cui devi partire è incominciare a non commettere i seguenti errori:

  1. NON avere un’azienda MARKETING FIRST: Concentrarsi solo sul PRODOTTO o abbassare i PREZZI per essere competitivi non è la strada giusta. Il prodotto dev’essere l’ultimo elemento del tuo ciclo aziendale. Per primo viene il marketing, seguito dalla finanza ed infine il prodotto. Abbassare il prezzo non ti porterà ad essere più competitivo ma al FALLIMENTO.
  2. Sottovalutare l’importanza del MARKETING. Anche una piccola impresa come un b&b necessita di una o più persone che si dedicano a questa attività. Ricordati il marketing NON SERVE se non sai come farlo.
  3. Non avere una LISTA DI CONTATTI … avere una banca-dati dei tuoi clienti è fondamentale al giorno d’oggi. Ipotizziamo tu debba comunicare qualcosa, come fai se non hai un CRM con i dati di chi ha soggiornato da te? Lavorare con i nostri già clienti è molto più semplice e meno dispendioso sia in termini di tempo che economici rispetto ad acquisirne dei nuovi. Giusto?
  4. Sbagliata gestione del fattore TEMPO. Il tempo è la ricchezza più grande che hai a disposizione: troppo spesso l’imprenditore si concentra sugli aspetti tecnici tralasciando quello che veramente è importante per la propria azienda.
  5. Non aver scaricato il mio report gratuito dove troverai gli altri 14 errori che commettono tutti i giorni i proprietari di B&B nel gestire la propria struttura ricettiva.

Se sei arrivato fin qui, sei tra quelle persone intelligenti che hanno voglia di migliorarsi e di crescere professionalmente. Per questo motivo sarò felice di premiarti mettendoti a disposizione un REPORT GRATUITO, creato da me, dove ho raccolto i 19 errori che commette ogni giorno un gestore di b&b.

Per scaricare il report ed incominciare fin da subito ad avere un vantaggio competitivo nei confronti dei tuoi competitor, ti basterà lasciare la tua mail qui sotto.

Buona lettura!

Davide.